ALLO, il nuovo messenger di Google

Hello Allo!

A solo una settimana dal suo lancio, Allo registra già oltre 5 milioni di downloads, diventando l’app numero #1 della classifica su Google Playstore. La nuova applicazione di messaggistica istantanea per Android e iOS, sembra aver conquistato il mondo digitale durante questi 7 giorni.

La filosofia dietro le novità che porta Allo è sempre la stessa: l’integrazione di diverse funzionalità. E’ presente inoltre, la tecnologia di autoapprendimento per ottimizzare l’esperienza degli utenti.

Un degno rivale per WhatsApp e Facebook Messenger

Con questa nuova applicazione infatti, avrai a tua completa disposizione un assistente digitale, Google Assistant, che genera risposte intelligenti e personalizzate in base alle tue precedenti conversazioni, suggerimenti di parole e frasi da usare e… udite, udite: battute divertenti.
Ma Google va oltre, integrando l’assistente virtuale al proprio motore di ricerca e Maps. Questo vuol dire che dentro l’app di messaggistica si possono fare ricerche direttamente su Google: basta chiedere all’assistente (scrivendo in chat) di trovarti quello di cui hai bisogno.

Un’app per un mondo che va di fretta

Google Assistant è sicuramente un passo in avanti rispetto al resto delle app di messaggistica. L’integrazione tra varie funzionalità permette di fare quasi tutto senza muoversi dalla chat di Allo. L’assistente infatti, ti informa su che tempo fa e le previsioni meteo della settimana. Può perfino rispondere alla domanda se ti serve un ombrello per uscire la sera.
Ma non finisce quì. Se ti serve un ristorante dove mangiare, Google Assistant lo trova subito, ti può dire il menù e può farti vedere esattamente dove si trova tramite Street View. L’unica cosa che non permette di fare è di prenotare. Anche se Google promette di integrare nel prossimo futuro Allo con app di prenotazione come Open Table e Uber.

Le questioni legate alla privacy

Durante il lancio dell’app, Google ha dichiarato che tutti i messaggi scambiati su Allo sarebbero stati salvati sui propri server a tempo indefinito, fino al cancellamento attivo da parte dell’utente. Questo vuol dire che i messaggi non vengono criptati a meno che non si usi il metodo in incognito offerto nell’applicazione.

La crittografia end-to-end non viene usata come impostazione predefinita il che comporta delle conseguenze per quanto riguarda l’accesso ai dati e messaggi degli utenti. Questo è un notevole passo indietro rispetto all’inizio dell’anno, quando Google dichiarò di voler conservare i dati in modo transitorio.
Il motivo di questa scelta è, secondo le dichiarazioni, di migliorare le capacità di autoapprendimento di Allo. Per fornire delle risposte personalizzate, l’IA ha bisogno del maggior numero di dati possibili. Migliorare le prestazioni dell’applicazione è un obiettivo di gran lunga più appetibile che migliorare la privacy degli utenti.
E’ attivo da pochi giorni ma Allo sta già facendo parlare di sé, sia per le novità che apporta al mondo della messaggistica istantanea, sia per le questioni legate alla privacy. Non ci resta che vedere i prossimi sviluppi.